alliknow
Home · Philosophie

L'anima

Filosofia → Metafisica & Filosofia della mente → Concetto trasversale


Posta in gioco globale L’anima (die Seele, f.) designa ciò che, in un essere, lo fa vivere, sentire e pensare — in opposizione al corpo (der Körper, m.) inerte. Il tedesco distingue utilmente l’anima (die Seele, registro vitale/religioso) dallo spirito (der Geist, m. — lo spirito pensante, la ragione, ma anche lo “Spirito” hegeliano) e dalla coscienza (das Bewusstsein, n.). Ma questo concetto porta una posta in gioco decisiva: l’anima è una sostanza distinta dal corpo (che potrebbe sopravvivergli), una semplice funzione del corpo vivente, o un’illusione prodotta dal cervello? La risposta coinvolge tutto: l’immortalità, la libertà, l’identità personale, lo statuto della coscienza. È il terreno del grande dibattito dualismo / materialismo.

Storia del concetto

Antichità — l’anima principio di vita

  • Platone (Fedone, Fedro, IV sec. a.C.): l’anima è immortale, distinta dal corpo (la sua “prigione”), e preesistente; conoscere significa ricordare. Contestato da Aristotele (Sull’anima): l’anima (psyché) non è una sostanza separata ma la “forma” del corpo vivente, il suo principio di organizzazione — non sopravvive al corpo come una cosa autonoma (salvo forse l’intelletto).

Modernità — il dualismo e la sua crisi

  • Descartes (Meditazioni metafisiche, 1641): dualismo radicale tra la res cogitans (anima/pensiero, senza estensione) e la res extensa (corpo/materia). L’anima è una sostanza pensante immateriale. Contestato da Spinoza (Etica, 1677): esiste una sola sostanza; l’anima e il corpo sono due aspetti (attributi) di una stessa realtà — non due cose. E dal problema dell’interazione: come agirebbe l’immateriale sul materiale (la “ghiandola pineale” di Descartes è una soluzione unanimemente respinta)?

Contemporaneo — la naturalizzazione della mente La filosofia della mente (die Philosophie des Geistes) e le neuroscienze tendono a ridurre l’“anima” a processi cerebrali. Il rapporto corpo-mente si chiama in filosofia il problema Leib-Seele (der Leib, m., il corpo vissuto / die Seele, l’anima). Contestato da i sostenitori dell’“hard problem” della coscienza (David Chalmers, 1995): anche spiegando tutti i meccanismi neuronali, non si spiega perché esista un’esperienza vissuta (il vissuto, i qualia) — un residuo irriducibile al fisico.

Tesi principali

1. L’anima è una sostanza distinta dal corpo (dualismo: Platone, Descartes)

  • Esempio: l’esperimento mentale del “posso dubitare del mio corpo ma non del mio pensiero” (Descartes, cogito) suggerisce che il pensiero abbia una realtà indipendente dal corpo.
  • Contraddittore: la neurologia clinica — una lesione cerebrale (Phineas Gage, 1848, una barra di ferro che attraversa la corteccia frontale) modifica la personalità, i valori, il carattere. Se l’anima fosse separata, come potrebbe il fisico alterarla a tal punto?

2. L’anima è una funzione del corpo vivente, non una cosa (Aristotele, materialismo)

  • Esempio: la “vita” di un organismo non è un ingrediente aggiunto ma l’organizzazione della materia — come il “camminare” non è una sostanza aggiunta alle gambe ma il loro funzionamento.
  • Contraddittore: i dualisti replicano che ridurre la coscienza a una funzione lascia inspiegato il fatto che ci sia qualcosa che si prova nell’essere coscienti (l’argomento dei qualia, vedi l’“hard problem”).

Dimensione simbolica / religiosa L’immortalità dell’anima è centrale nella maggior parte delle religioni (giudizio, salvezza). Fonda l’idea che l’identità personale ecceda la morte. Contraddittore: il buddhismo nega l’esistenza di un sé-sostanza permanente (anatta, non-sé) — c’è solo un flusso di stati senza anima fissa, tesi vicina a Hume (Trattato sulla natura umana, 1739) per cui l’“io” non è che un “fascio di percezioni”.

Sfumatura critica Il dibattito non è chiuso. Il dualismo cartesiano stretto è oggi minoritario in filosofia, ma il materialismo riduzionista si scontra con la coscienza. Esistono molte posizioni intermedie (emergentismo — vedi Emergenza —, monismo a doppio aspetto). “L’anima” resta forse meno una cosa da localizzare che una domanda su cosa sia, fondamentalmente, essere un soggetto vivente e cosciente.

Collegamenti

Da leggere dopo

Schede che citano questa (92)

… e altre 52.